Onestà impone che dichiari un certo qual pregiudizio nell'affrontare questo locale. Per spiegarne i motivi cito un mio ascolto adolescenziale, parecchio 'alternativo': "Non sopporto i circoli esclusivi / non amo le parate di non-celebrità / non amo poi le feste con gli arrivi / e odio il vuoto di inutilità". Eravam ragazzi, suvvia. Comunque, nel microcosmo di Alba, il palazzotto che ospita l'esclusivo ristorante Piazza Duomo e la modaiola Piola (in piemontese: osteria) rappresenta a sufficienza, per i miei biechi pregiudizi appunto, il concetto. Il tutto appartiene alla genìa dei Ceretto, famiglia di buoni produttori vinicoli e soprattutto di rara abilità nel marketing e nella cura dell'immagine: col mecenatismo, gli incontri letterari di rango, le feste con Vip, la cappella sconsacrata dipinta da artisti eccentrici, un gigantesco acino d'uva progettato da architetti di grido e la diversificazione degli investimenti (vino, torrone, ristorazione) si sono garantiti reputazione, citazioni e lodi costanti.

Ciò detto, e lasciato con cura il preconcetto alla porta, la Piola si è rivelato un locale di buon livello. Sistemati in cinque in fondo alla sala, proviamo di tutto un po'. La mia insalata d'autunno è una convivenza riuscita di verde, formaggio Castelmagno, miele, salsiccia a tocchi, una radice amarognola e noccciole. A seguire, lo sformato di cavolfiori con salsa di acciughe: sorprendente nella delicatezza, si fa gustare con piacere estremo. Buoni - pasta giustamente gustosa e 'uovosa', cottura impeccabile - i tajarin burro e salvia. Piccolo 'giallo' sul tartufo: qui, diversamente da molti altri locali, non viene offerta la grattata 'fissa' a 35-40 euro ma lo si vende al grammo. Il solerte addetto in sala arriva, pesa un tartufo da 27 grammi e comincia a grattare al nostro friggitore romano Patrizio Cairoli. Il quale (come tutti, del resto) non aveva capito che gli sarebbe toccato dire basta e, quando se n'è reso conto, era tardi. Morale: dei 238 euro totali del conto, 134 erano di tartufo. Una leggerezza del cameriere ma, trattandosi di merce cara come metalli preziosi, non andrebbe mai scordata l'avvertenza al cliente.
Prezzi: gli antipasti, mediamente, sui dieci euro. I tajarìn 12,50 (abbastanza cari), così la fonduta di Langa, un euro in meno gli agnolotti. Lo sformato 10 euro, l'altro secondo del giorno - punta di vitello con polenta - 14 euro. I dolci, tutti a 6 euro. Beviamo un nebbiolo Bernardina Ceretto '07, in onore ai padroni di casa: 18 euro in carta, promosso con la sufficienza. 
Esco spogliato del mio stupido pregiudizio ma con un leggero ottundimento: l'ambiente è carino, i piatti personalizzati da artisti vari piacciono, ma l'illuminazione giallognola stanca assai.
(F.F.)

Voto: 7/10

in arrivo il parere di Marco Giacosa

La Piola
Piazza Risorgimento 4
12051 Alba (CN)
+39 0173 44 28 00
Web: http://www.piazzaduomoalba.it/pagine/ita/informazioni/01_dove.lasso

Pubblicato da frittinpagella on martedì 9 novembre 2010

3 commenti

  1. non solo, il cameriere ha anche commentato, dopo: (lo scrivo come lo avrebbe detto un cameriere a roma) "A me che me frega, più gratto, mejo è". Con questo avrebbe meritato mezzo voto in meno...:-)

     
  2. Anonimo dice:
  3. 5 euro al grammo è caro assai, anche per un ristorante!

     
  4. Anonimo dice:
  5. condivido il pregiudizio iniziale...mmmmmm

     

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