Mentre la donna parlava, descriveva l'estate della pace,
una smorfia dolorosa si disegnò e fermò sulla faccia di Milton.
Senza Fulvia non sarebbe estate per lui,
sarebbe stato l'unico al mondo a sentir freddo in quella piena estate.
(Beppe Fenoglio, Una questione privata)
L'ansia da prestazione: mo' ndò li porto a magnà?
E' il mio amico Stefano, che raggiungiamo a Roma da ogni parte d'Italia - dalla Toscana, dal Friuli, dal Piemonte - per una due giorni estiva.
Alle 3.30 della notte tra sabato 13 e domenica 14 novembre sono nei pressi di piazza Trilussa in maglietta maniche corte.
Campo dei Fiori, Roma, 13 novembre 2010, ore 11.15.
"Che ora è?"
"11.15"
"Bene, uno Spritz"
Cui segue un Negroni.
A testa.
Tranne Elena.
Piazza Trilussa, Roma, 13 novembre 2010, ore 12.30
"Di qua"
Stefano ci guida, abbiamo oltrepassato il ponte, giriamo per Trastevere, tra i racconti.
Il recente passato e il presente prossimo.
"Giro lungo", dice.
Seguiamo a ruota.
"Di qua", dice.
Finge di essersi perso.
Via dei Vascellari 29, Roma, 13 novembre 2010, ore 12.50
"Vorremmo pranzare"
"Stiamo mangiando, è ancora chiuso"
Andiamo Lungotevere.
Via dei Vascellari 29, Roma, 13 novembre 2010, ore 13.10
I posti all'esterno sono occupati.
Panico.
Noi vogliamo pranzare qui.
Chissà chi gli ha detto di questo posto. E comunque: il posto c'è, dentro.
Aggiungo un coperto al tavolo a cui ci fanno accomodare, il libero arbitrio di chi prende una sedia e la sposta: irrimediabilmente cazziato dallo sguardo di una cameriera secca.
Magra: le dimensioni del corpo inversamente proporzionali all'endogena simpatia.
"E' l'ultimo giorno de lavoro, poi potrò fare quello che davvero so fare"
E' sommelier.
Vino: scelgo Morellino di Scansano.
Cazziato.
"Ma come, te piemontese vieni aRroma e piji 'r vino toscano, ma pija 'n laziale o massimo 'n piemontese, no?"
Cibo: carciofi e carciofi. Io adoro i carciofi, li prendo in tutte le modalità qui cucinate: essi sono ottimi.
Sono in maniche corte da quando sono salito emerso dalla metro a Termini dopo essere arrivato a Tibbburtina. E' estate. Estate calda in pieno autunno.
"Di dove sei?", alla cameriera.
"De TrEstevere"
Io non so distinguere gli accenti dei diversi municipi di Roma.
Parliamo di politica.
Intanto passiamo al piatto successivo: pasta alla amatriciana. Ottima, eccellente.
Vino scorre.
Il fenomeno Vendola, che convince me ma non troppo alcuni commensali.
Gli amati radicali, sempre troppo oltre.
L'inaccettabile Berlusconi.
Il vacuo Fini.
"Ce vorebbe 'n compagno vero", interviene la donna che ci leva i piatti dal tavolo, che si alterna alla cameriera magra&simpatica. "Voi siete ggente che ne capisce, se vede, ma ce vo' 'r compagno vero".
Stefano le guarda il Rolex.
"Veo dico io, che a 'ggente nun ne può ppiù"
Io esco a fumare, praticamente a ogni piatto. La legge antifumo funziona, non avrei mai creduto, fatto è che è spiacevole sia per chi rimane osservare chi esce e poi rientra, altrettanto spiacevole per chi esce e poi rientra osservare il disappunto di chi non fuma.
Io sono in maniche corte, in questa calda estate d'autunno.
Soltanto chi fuma può capire.
Betta, intanto, è preda dei sensi di colpa. Ci sono almeno quindici persone in piedi, in questo rasserenante scorcio trasteverino, che ci osserva. Ci guarda, ci fissa, noi privilegiati seduti che pranziamo, loro in piedi a pietire un posto, ad attenderlo, a bramarlo.
"Cazzi loro", dico.
E' una legge non scritta, non possiamo perderci sulla via dei sensi di colpa. Avessimo non trovato posto noi, ci saremmo adeguati. I mali del mondo che non sono questi. Io non sono stronzo: realista.
Per dire: nessuno ci mette fretta. Tuttavia ci alziamo, Stefano offre, non so quindi dire del rapporto qualità prezzo, dico il numeratore è elevato, si sta da Dio per clima esterno e interno, ambiente e atmosfera, cibo e vino.
Sentire caldo in pieno autunno, senza Fulvia, con Stefano, Betta, Elena, Simonetta, il locale giusto, l'ansia da prestazione che se ne va, assurda prima, assolto il piacere del consiglio buono per Fritti in Pagella.
Sono le 15 e proseguiamo. Isola Tiberina, Pantheon.
Roma.
Se passate di qui, appuntatevi questo nome.
Voto: 8/10
Via dei Vascellari, 29
00153 Roma
Tel. 06.58.18.355
Sperimentato sabato 13 novembre 2010
Recensione di Marco Giacosa


ma sto Stefano (che offre)...'ndo se pò rintraccià?
Non è che state prendendo una deriva pseudoletteraria troppo marcata? In certe recensioni su trenta righe ce ne sono due dedicate a come si mangia, come questa.... Io voglio sapere i piatti forti della casa, i prezzi, le curiosità: qui non c'è scritto niente!
Scusate ma mi fido di voi ma devo pur avere delle informazioni, se no che recensione enogastronomica è??
Sonia
cara sonia,
hai ragione! Giacosa verrà cazziato e gli imporremo cinque righe riparatrici di pura indicazione mangereccia e bevereccia!
grazie
federico/fritti
cara sonia
- i carciofi sono ottimi
- la pasta è eccellente
- il servizio molto piacevole
- c'è coda per mangiarci
- nel cuore di trastevere la cucina è tipica romana
- per me vale 8/10
nelle 5 righe auspicate non saprei proprio cosa altro scrivere
ciao!
fritti/marco
Marco è diventato ROMAntico, ormai...e 'sta cosa della maglietta e dell'estate la doveva dire per forza! DAJE!
pat
lassa perdè..., a marco la deriva lettaraia jè presa da'n po'.... mo je passa.... sto enzo me manca, ma tanto a roma 'ndo coj coj se magna bene!ciao core
Salve a tutti,
Ci sono tre americani, due giapponesi e un italiano... nel tavolo in fondo alla sala, non so' come avete fatto ma uno di quelli sono io.
quello è il tavolo migliore se desiderate un po' di Privacy anche se l'intimità dal "vecchio" Enzo era pura Utopia.
ci tengo a informare tutti che il buon Teo, il talentuoso e brillante cuoco, si è trasferito, da Aprile 2011 nel suo nuovo ristorante a pochi passi da li. nella piazzetta di via dei Ponziani.
troverete la stessa qualità in un ambiente confortevole, questa volta "da TEO".
Ciao a tutti e complimenti per la qualità del sito.
L.