Tra boulevard Haussmann e rue La Fayette, nel nono arrondissement, una stradina in mezzo a palazzi abitati da banche e finanziarie ospita Au Petit Riche, casa delle riserve alimentari della valle della Loira in quel di Parigi. Il locale, classe 1854 ma ricostruito dopo un incendio nel 1880, si dice sia molto e ben frequentato. Parcheggiare virtualmente impossibile - nella sostanza no, c'è rimozione forzata su tutta la via, vero, e pure in quelle laterali ma il maestro di sala apporrà un bigliettino da visita sotto il tergicristallo, evidente frutto di accordi sottotraccia con i guardiani della sosta.

Si respira Belle Époque. Nelle salette d'antan, le tendine ricamate, gli ottoni, i pavimenti perfettamente conservati, le sedie di legno scuro imbottite. Il tavolo d'angolo ci ospita in cinque, arriviamo in puntuale ritardo ma nessuna lagnanza. Nell'attesa, ci portano cinque fettine di salame crudo, sapido e compatto. Assaggio la terrine de fois gras de canard, il fegato grasso d'oca con pere tapées, che sono pere Reines de Touraine fatte seccare. Abbinamento per me novello, ma che apprendo appartenere alla tradizione e che sperimento con favore; è la consistenza del foie gras che non mi convince, non è il solito foie gras, quello grassamente morbido, suadente, assomiglia più a una pressata e mi piace meno.
Pressato è anche, per definizione, il pressé de lapin aux pistaches con jus réduit au Bourgueil (carne di coniglio pressata con pistacchi e condita con riduzione di vino Bourgueil). Fritti aborre la pratica della fotografia del piatto, tuttavia... Non è un piatto entusiasmante. Freddo, il coniglio perde in piacevolezza.
Infine mi dedico alla tartare de boeuf Charolais, carne cruda di bue razza Charolaise, un cantone della Loira. Per gli italiani la carne cruda - a parte qualche decennio di patologia culinaria in cui ci si metteva dentro di tutto, aceto manco fosse insalata, senape, limone - è carne cruda, appunto, appena accompagnata da condimento a base d'olio. Per i francesi è un pasticcio con moutarde, uovo crudo, cipolla eccetera. Come questa: la qualità e la magrezza della carne, la sua irresistibile naturalità vanno a farsi benedire, con tanta opulenza di salsa.

Niente vino, non potevo bere. Ho scelto la sera sbagliata per astenermi: la cantina del ristorante, una cava nel comune di Vouvray, rifornisce il locale forte di 5.000 pezzi. Peccato, alla prossima.  

Prezzi: 17 e 50 il foie gras, 8 e 80 il coniglio, 16 e 50 la carne. Mancano un primo, un pesce (una delle specialità del locale) e un dolce per un giudizio completo. Quello che ho mangiato va sopra la sufficienza, ma non la distanzia. Esco un po' stranito, con una sensazione di incompiutezza. Forse ho scelto male i piatti, e mi viene in mente quando penso di assistere a un film e, invece, è un cortometraggio.

Voto: 6/10
provato il 4 giugno 2011

Au Petit Riche
25, rue le Peletier
75009 Parigi
www.restaurant-aupetitriche.com
aupetitriche@wanadoo.fr
aperto 7 giorni su 7, dalle 12:30 alle 14 e dalle 19 (19:30 la domenica) a mezzanotte

Pubblicato da frittinpagella on mercoledì 15 giugno 2011

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